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FOCUS: e tu non hAI paura?

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Sempre più esperti del settore e uomini chiave dei principali players stanno argomentando in questi giorni la questione tanto agognata della modalità di sviluppo dell’Intelligenza artificiale.

AGGIORNAMENTO MERCATI: term premium is back

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Non si parla d’altro in questi giorni.

FOCUS: le due facce della volatilità

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Assistiamo in questi giorni ad un ritorno di fiamma dell’incertezza. Viene spontaneo analizzare cosa muove il mercato, cosa lo preoccupa prima di cadere nella solita trappola dei giornalisti divulgatori di panico.

AGGIORNAMENTO MERCATI: azionario troppo caro?

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Fermo restando che ancora una volta hanno avuto la meglio i Tori, deridendo il fascino sempre vivo dell’Orso e dei suoi profeti di sventura, non resta che chiedersi se rimanere investiti in azioni non sia, agli attuali livelli, un po’ azzardato. Mentre la telenovela mediatica sul conflitto iraniano prosegue all’insegna della menzogna autocelebrativa di una Casa Bianca nei fatti sconfitta sia economicamente che in termini di consenso politico, il mercato sperimenta nuovi massimi storici un po’ a tutte le latitudini del globo.  Le ragioni sono nei numeri.  Più dell’80% delle 500 società che compongono l’indice S&P500 hanno riportato utili superiori alle attese con una confortante prospettiva sui dati futuri (l’EPS si è attestato intorno al 27% su base annua). Il motore di questa crescita, è facile intuirlo, arriva dalla rivoluzione in atto dettata dall’avvento dell’IA.  Quando si manifestano fenomeni così dirompenti diventa difficile dare un limite agli sprint dei merca...

FOCUS GUERRA IN IRAN: La strategia americana è stata così avventata?

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Sullo scellerato conflitto tra Israele/USA e Iran si sono fatte tante parole; le più ricorrenti ci dicono che la principale motivazione riguarda la cancellazione dell’influenza iraniana sul Medio Oriente e lo scongiuro dal possesso di ordigni nucleari nelle mani dei Pasdaran.  Spiegazioni politiche che non fanno una piega dal punto di vista israeliano. Israele ormai da qualche decennio ha abbandonato (se mai ne avesse nutrito una sincera convinzione) la strada del dialogo e della pacifica convivenza col limitrofo mondo arabo/sciita.  Sferrare un attacco al grande nemico di sempre, sostenitore delle organizzazioni militari arabe antisemite in questa fase storica di eccezionale debolezza, rappresentava un’occasione da cogliere al volo. Che potesse farlo da solo risultava eccessivo e l’appoggio bellico americano non poteva che essere vitale.  Che però gli Stati Uniti si potessero cacciare in un pantano faccio fatica a credere che il Pentagono non lo abbia ipotizzato.  C...

FOCUS GUERRA IN IRAN: la strategia a doppio taglio

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Quello che probabilmente tutti credono e che vien detto come spesso accade non è la verità. Lo è tra le 4 mura di casa se esiste un rapporto onesto in famiglia, non lo è mai sui media, perché la politica e le dichiarazioni non possono rivelare il vero scopo delle azioni politiche internazionali rovinando strategie. Vediamo perciò insieme cosa muove l’attuale conflitto partendo dalle falsità. Prima fake news dataci in pasto è l’intervento USA per scongiurare il pericolo di ordigni bellici in mano a Teheran.  Il regime iraniano sta portando avanti il progetto da tempo ma non è imminente il suo compimento. Certo ci arriverà, ma non è una reale minaccia per gli USA né immediata, forse Israele vista la vicinanza geografica correrebbe qualche rischio in più. Dove nasce il desiderio di questo conflitto allora e perché proprio adesso? La testa pensante di questi attacchi è abbastanza scontato individuarla in Israele. Netanyahu quando il nemico è in difficoltà non perde certo l’occasione di...

FOCUS: l'evoluzione del Banker, meno venditore più "Altruist"

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Poco più che un ragazzino cominciavo assieme ai miei colleghi ad inizio millennio a tuffarmi nel mondo degli investimenti con la stessa fiducia che allora riponevano i risparmiatori italiani nel sistema bancario.  Esistevano già i promotori finanziari, pochi soggetti spesso visti da noi dipendenti bancari come grandi e abili venditori di una manciata di prodotti carissimi e per loro in particolare assai remunerativi. Ero partito personalmente con un bagaglio tecnico discreto ma la scelta di non espatriare per crescere mi aveva di fatto impedito di trovare un lavoro più vicino alla figura di un gestore piuttosto che il classico banker a diretto contatto col pubblico, strada decisamente più accessibile per un neolaureato in cerca di lavoro nel proprio Paese tradizionalmente bancocentrico. Il bancario in attività al “borsino” delle agenzie sparse sul territorio e il noto promotore finanziario in realtà altro non erano che due facce della stessa medaglia.  Per noi bancari, così co...